Una laurea in economia e marketing, una carriera ben avviata in agenzia, con un peso che, tuttavia, diventa ogni giorno più gravoso da portare: Bianca Viancini, founder di Longevity Pet, è diventata imprenditrice nel momento in cui si è resa conto quanto fosse difficile conciliare vita, lavoro, la cura di sé e del proprio animale domestico.
Longevity Pet, oggi, sviluppa e commercializza prodotti formulati scientificamente per migliorare la salute e il benessere di cani e gatti, con l’obiettivo di allungare e arricchire la loro vita. La startup è entrata a far parte del programma di accelerazione Terra Next, il programma di accelerazione per startup e PMI innovative operanti nel settore della Bioeconomia di CDP Venture Capital, co-ideato e promosso da Intesa Sanpaolo Innovation Center e gestito operativamente da Cariplo Factory..
“Il riconoscimento più bello – commenta, in occasione della nostra intervista – viene dal fatto che i nostri clienti continuino a riacquistare i nostri prodotti, prova tangibile questi fanno la differenza nella vita dei loro animali. Abbiamo addirittura clienti che sono arrivati al quindicesimo ordine in un anno: per noi non è solo un dato, è la dimostrazione che stiamo costruendo fiducia e creando un’abitudine positiva nelle famiglie”.
1. Qual è stato il tuo percorso professionale e imprenditoriale prima di fondare Longevity Pet?
Dopo gli studi di economia e marketing ho trascorso quasi dieci anni in agenzia, occupandomi di comunicazione a 360°. Un periodo molto formativo, che mi ha permesso di toccare con mano realtà diverse e acquisire competenze nella gestione di team e processi interni: è stato come vivere l’esperienza di una startup, ma con le spalle coperte di una grande azienda. A un certo punto, però ho sentito che non mi bastava più: volevo mettermi davvero in gioco e creare qualcosa di mio. Così ho lasciato l’agenzia e ho iniziato a fare la consulente per startup e scaleup, per capire come far crescere un progetto nato da zero, o quasi.
2. Come è nata la vostra azienda, quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a crearla?
Longevity Pet nasce da una storia molto personale: quando è arrivato il mio primo cane, a Milano, mi sono trovata in difficoltà a conciliare i tempi del lavoro con le sue esigenze di cura. Era tutto inutilmente complicato, costoso e poco chiaro. Da lì è arrivata l’intuizione: ho iniziato a studiare il mercato e ho avuto subito la sensazione che si potesse fare molto di più. In fondo, non è che non ci siano le possibilità: spesso manca solo la consapevolezza che esistono soluzioni concrete per aiutare i nostri animali a vivere meglio e più a lungo.
3. Quali sono stati i principali risultati raggiunti finora?
Prima di tutto abbiamo costruito una base di clienti fidelizzati, che non solo hanno provato i nostri prodotti e servizi ma continuano a sceglierci perché vedono un beneficio reale nella vita dei loro animali. Siamo riusciti così a entrare in diverse farmacie, portando il tema della prevenzione nel pet care direttamente a contatto con il pubblico: un passo importante per far capire che prendersi cura dei propri animali in modo proattivo è possibile e alla portata di tutti. Infine, abbiamo stretto partnership strategiche con realtà rilevanti del settore, che ci permettono di ampliare l’impatto del nostro lavoro e far crescere ancora di più la community attorno a Longevity Pet. Per me il risultato più bello resta però la combinazione di tutto questo: vedere che sempre più famiglie si affidano a noi e che il messaggio della longevità attiva per i “pet” sta davvero prendendo piede.
4. Quali sono stati i principali riconoscimenti ottenuti?
Uno dei riconoscimenti più importanti per noi è stato vedere che farmacie ed esperti di settore ci hanno contattato in modo proattivo, perché volevano lavorare con noi e raccomandare i nostri prodotti ai loro clienti.. Un altro segnale molto forte è arrivato dal mondo degli investitori: il fatto che un acceleratore come Terra Next abbia creduto in Longevity Pet non riguarda il solo supporto economico, ma alla vera validazione del valore innovativo che stiamo portando nel settore.

5. In che misura Cariplo Factory vi ha consentito di sviluppare la vostra azienda?
Cariplo Factory è stata la chiave per accedere a un network di valore: avere la possibilità di confrontarci con esperti, mentor e realtà del settore ci ha permesso di accelerare tantissimo, aprendo porte che da soli avremmo fatto molta più fatica a raggiungere. Dall’altra c’è stato un grande lavoro di revisione e affinamento dell’idea: siamo partiti con una visione chiara, ma grazie al percorso e ai feedback ricevuti siamo riusciti a raffinarla, renderla più concreta e soprattutto più vicina ai reali bisogni del mercato. Questo ci ha permesso di rafforzare il modello e di muoverci con maggiore sicurezza nei passi successivi.
6. Quali sono i vostri piani per il prossimo futuro?
Nel prossimo futuro puntiamo a entrare in sempre più farmacie, ma con un modello chiaro e strutturato, sviluppando partnership solide che ci permettano di fidelizzare davvero i clienti. Allo stesso tempo vogliamo investire in R&D per creare prodotti sempre più specifici e mirati alle esigenze dei pet, e inserire tecnologia per offrire percorsi davvero personalizzati, che aiutino le famiglie a prendersi cura dei loro animali in modo più semplice, efficace e proattivo. Il nostro obiettivo è combinare presenza fisica, innovazione e digitalizzazione per costruire un ecosistema completo di benessere e longevità per i pet.
7. Quali sono le maggiori sfide per l’innovazione nel vostro settore di riferimento?
Le sfide per l’innovazione nel settore pet sono molte e interconnesse. Una delle principali riguarda la personalizzazione: i “pet parent” vogliono soluzioni su misura per i loro animali, non prodotti standard. Questo significa creare alimenti, integratori e servizi pensati per le esigenze specifiche di ogni animale, cosa che richiede ricerca, dati e attenzione ai dettagli. Un altro tema importante è l’omnicanalità: le famiglie vogliono poter acquistare, ricevere supporto e consulenze in modo semplice e integrato, sia online che offline, e sentirsi accompagnati nel percorso di cura del loro animale. C’è poi la sfida della filiera: oggi è frammentata, con tanti attori che lavorano separatamente. Per innovare davvero servirebbe una filiera più corta e sinergica, capace di garantire qualità, efficienza e coerenza in ogni passaggio. Infine, il settore deve affrontare l’innovazione tecnologica e la sostenibilità: integrare strumenti digitali per monitorare salute, nutrizione e benessere dei pet è fondamentale, così come rendere tutta la filiera più trasparente e sostenibile.