L’hub di innovazione è stato riconosciuto per pratiche inclusive già implementate: selezione neutrale, governance dedicata e modelli di lavoro flessibili
Un risultato positivo in un contesto in cui l’Italia registra ancora ritardi significativi in tema di parità: occupazione femminile al 52,5% e gender pay gap al 23%.
In un Paese dove solo il 52,5% delle donne lavora e il gender pay gap tocca il 23% (Rendiconto di Genere INPS 2024), Cariplo Factory ottiene la certificazione UNI PdR 125:2022, il primo standard italiano che misura concretamente l’impegno sulla parità di genere. Un approccio realmente inclusivo fin dalle fasi di selezione, processi HR pensati per garantire equità e trasparenza, formazione sulla leadership erogata a tutto il personale e un’organizzazione del lavoro basata sulla fiducia, sulla flessibilità e sulla tutela del benessere: questi sono alcuni dei punti di forza che hanno permesso a Cariplo Factory di ottenere la certificazione.
L’IMPEGNO DI CARIPLO FACTORY: PUNTI DI FORZA E PROSPETTIVE FUTURE
Il percorso intrapreso da Cariplo Factory per ottenere questa certificazione, che misura sei aree – cultura e strategia, governance, processi HR, crescita professionale, equità retributiva, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro – con indicatori oggettivi che impediscono il gender washing, ha richiesto un lavoro trasversale durato oltre sei mesi su tutte le aree aziendali, con l’obiettivo di rendere i processi pienamente coerenti con i valori dell’organizzazione e capaci di generare impatto concreto sulla vita professionale delle persone.
Il risultato raggiunto è il frutto di un impegno costante e strutturato, che ha visto l’adozione di buone pratiche propedeutiche al riconoscimento della certificazione. Tra queste l’utilizzo di job description e job title neutrali rispetto al genere, per garantire pari accesso già in fase di selezione; percorsi di recruiting tracciati e trasparenti, gestiti da team misti, con restituzione del feedback anche ai/alle candidati/e non selezionati/e; formazione trasversale rivolta a tutto il personale, che consente di instaurare una cultura condivisa e consapevole sul tema dell’equità; modelli di lavoro flessibili e ben strutturati, che permettono alle persone — incluse le future neo mamme e i futuri neo-papà — di lavorare in modalità compatibili con le diverse esigenze personali; presenza di un Comitato Guida per la Parità di Genere, che presidia, monitora e indirizza gli avanzamenti in tutte le aree di riferimento; processi interni chiari e condivisi, che favoriscono la trasparenza nei ruoli, nelle responsabilità e nella crescita professionale.
Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il proprio impegno verso un modello di lavoro sempre più equo, inclusivo e orientato al benessere delle persone, nei prossimi mesi Cariplo Factory continuerà a consolidare le politiche già esistenti e a sviluppare nuove iniziative. Riccardo Porro, Chief Operating Officer di Cariplo Factory, sottolinea: “Questa certificazione rappresenta il riconoscimento di un impegno che si è strutturato nel corso di questi anni di attività. Nei prossimi mesi continueremo a rafforzare le politiche già esistenti con obiettivi misurabili perché le persone sono il patrimonio più importante di qualsiasi azienda e in Cariplo Factory vogliamo investire in modo continuativo per far crescere questo patrimonio.”
Francesca Bosco, Senior Legal Officer e Responsabile del Sistema di Gestione per la Parità di Genere di Cariplo Factory, aggiunge: “La parità di genere è una responsabilità condivisa e quotidiana. Questo risultato conferma che stiamo costruendo un ambiente che ascolta, accoglie e valorizza ogni differenza, trasformandola in un valore e in un motore di crescita per tutta l’organizzazione.”
LA SITUAZIONE DELL’ITALIA RISPETTO ALLA PARITÀ DI GENERE
Il quadro italiano sul tema della parità di genere mostra ancora un ritardo significativo rispetto ai principali Paesi europei. Secondo il Rendiconto di Genere INPS 2024, l’Italia continua a registrare il più basso tasso di occupazione femminile nell’Unione Europea, pari al 52,5%, un indicatore che evidenzia quanto la partecipazione delle donne al mercato del lavoro sia ancora limitata e ostacolata da barriere culturali, strutturali e organizzative. Non solo, nonostante le donne rappresentino il 60% delle persone laureate, la loro presenza nei ruoli dirigenziali rimane significativamente più bassa (21,1%), confermando un persistente divario nelle opportunità di crescita e di accesso alle posizioni apicali.
A questo si aggiunge la difficoltà nell’accesso ai servizi educativi per l’infanzia: secondo il report “Le Equilibriste. La maternità in Italia nel 2025” di Save the Children, sei madri su dieci non hanno infatti accesso a un asilo nido, un dato che incide direttamente sulla possibilità di conciliare vita professionale e responsabilità familiari e che contribuisce al fenomeno delle dimissioni volontarie femminili, che oggi si attesta al 72,8% e spesso legato alla maternità.
Sul fronte retributivo, il gender pay gap resta evidente e si manifesta anche a parità di ruolo e livello (con un tasso del 23%, fonte: Women’s Media Foundation), con differenze che persistono sia nella retribuzione diretta sia nell’accesso ai benefit e ai sistemi premianti.
Questi dati confermano come il percorso verso una reale parità sia ancora lungo e richieda interventi strutturali, culturali e organizzativi. In questo scenario, l’adozione di modelli come la UNI PdR 125:2022 rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare le organizzazioni verso pratiche più eque e inclusive, contribuendo concretamente alla riduzione del divario di genere.