Un European Digital Innovation HUB (EDIH) per stimolare l’innovazione nel settore Life Sciences & Healthcare, coinvolgendo startup, aziende e pubbliche amministrazioni in un percorso concreto di crescita e trasferimento tecnologico.
Questo, in sintesi, è CATCH atMIND, sostenuto da una rete di partner scientifici, industriali e istituzionali, tra cui Università degli Studi di Milano, Ospedale Galeazzi, Arexpo, Lean Experience Factory, Bio4Dreams, Cy4gate, TIM, EDI.IT, Fondazione Triulza, Complexdata, Advice Pharma Group, e gli atenei lombardi di Brescia, Pavia e Milano-Bicocca. Il progetto ha ottenuto il Seal of Excellence dalla Commissione Europea ed è stato finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) nell’ambito del PNRR.
Il Bootcamp organizzato in Cariplo Factory
All’interno dell’iniziativa, Cariplo Factory ha progettato e coordinato un bootcamp rivolto alle startup aderenti, con l’obiettivo di offrire mentorship, formazione e supporto su temi strategici per la crescita d’impresa.
Durante due giornate di lavoro, ciascuna startup ha potuto beneficiare di un confronto diretto e supporto mirato da parte degli esperti di innovazione di Cariplo Factory su tematiche quali business design, fundraising e negoziazione, pitch design, analisi di mercato e della competition, crescita e gestione del team. L’obiettivo è stato quello di fornire un supporto personalizzato, costruito sulle esigenze specifiche delle singole realtà con un approccio pratico, interattivo e direttamente implementabile.
Oltre 25 esperti di innovazione di Cariplo Factory hanno così partecipato attivamente al progetto, mettendo a disposizione delle startup competenze verticali e strumenti operativi. All’iniziativa hanno aderito più di 20 tra founder e key member, rappresentanti delle 11 startup partecipanti: Dally, Medlea, Rilemo, Grateful.Social, LizardMed, Optimens, Salute 360, Pausetiv, Myndoor, Happiness for Future (Vivi 365), Develop Players. Ciascuna startup ha preso parte a otto tavoli di lavoro distribuiti su un totale di sei giornate di bootcamp, con un percorso intensivo e personalizzato di mentorship e formazione.
Le testimonianze delle startup partecipanti
“L’esperienza di partecipazione al programma CATCH atMIND offerto da Cariplo Factory è stata complessivamente molto arricchente, sia per me personalmente che per la nostra start-up, Develop-Players – ha raccontato Luca Formica, CEO di Develop-players – Spesso, nella vita di un founder con ruoli di responsabilità, risulta difficile prendersi un momento prolungato e dedicato alla riflessione strategica. Pertanto, oltre ai preziosi consigli che gli esperti mi hanno fornito sulla strategia di Develop-Players, credo che questo sia stato il valore aggiunto principale del programma: impegnare i founders a prendersi dei momenti indisturbati per la riflessione attiva, interloquendo con persone che, con le loro domande puntuali, aprono scenari e forniscono prospettive che altrimenti verrebbero trascurate“.
Un risultato condiviso anche da Livio Campari, CEO di LizardMedSrl, secondo il quale il punto di forza del bootcamp di CATCH atMIND è stata la possibilità di valutare soluzioni alternative e più performanti rispetto a quelle attualmente impiegate. “Nonostante la nostra esperienza nella gestione aziendale, il poterci confrontare con professionisti a stretto contatto con altre realtà come la nostra e con gli investitori ci ha permesso di valutare concretamente il posizionamento dell’azienda, le cose da fare, l’ordine in cui farle e soprattutto il modo in cui farle”. Dello stesso avviso Olga Puccioni, CEO di Optimens Srl: “il bootcamp è stato un momento prezioso per fermarsi e guardare al nostro lavoro con occhi diversi. Oltre agli spunti pratici, è stato utile riflettere su strategie e approcci, confrontarci con altre realtà e ascoltare punti di vista diversi”.
Un luogo neutrale, dove trovare ascolto e costruire insieme percorsi alternativi
A far la differenza sembra, quindi, essere l’opportunità di trovare un luogo neutrale e dei professionisti preparati all’ascolto proattivo. “Abbiamo apprezzato – aggiunge Emanuele Abbate, Co-founder, CFO e CMO di Dally – la capacità del team di Cariplo Factory di creare uno spazio di confronto aperto, in cui ogni feedback, anche il più sfidante, è stato occasione di miglioramento. Il percorso ci ha aiutato a mettere a fuoco le reali criticità, a rafforzare la nostra visione e a rendere più solida la nostra proposta di valore. Ogni modulo è stato affrontato con competenza e spirito critico, offrendo strumenti pratici e spunti di riflessione che ci hanno permesso di mettere alla prova il nostro progetto“.
Dove è possibile migliorare? Il tempo, secondo alcuni founder, è la variabile determinante. Secondo Livio Campari è un peccato che “non sia previsto un proseguimento con altri incontri, così da vedere gli effettivi sviluppi discussi applicati alle varie aziende e aiutare le startup a crescere nel loro percorso con un partner sicuramente di prestigio come Cariplo Factory“. Più netto Rongou Zhou, COO di Grateful.social, quando afferma che “due giorni sono davvero pochi per approfondire tutto: alcuni punti sono stati trattati in modo superficiale per ovviare alla mancanza di tempo“. “Purtroppo – dichiara Olga Puccioni, CEO di Optimens srl – i tempi stretti non hanno concesso la possibilità di confronto diretto tra le realtà presenti, il che sarebbe stato ottimo per favorire uno scambio ancora più ricco e stimolante“.
Una nota di merito, infine, va alla parte riguardante la comunicazione, spesso sottovalutata nel mondo startup ma fondamentale in una prospettiva di crescita e di rapporto con i clienti e gli investitori. “Abbiamo analizzato insieme la comunicazione del team e della startup attraverso i nostri canali LinkedIn e Instagram – spiega Valentina Lidoni, CEO di Rilemo – Il confronto con il team di Cariplo Factory è stato stimolante e concreto: ci ha permesso di riflettere su come rendere il nostro racconto più efficace, mantenendo coerenza con la nostra identità e traducendo gli spunti ricevuti in azioni realmente applicabili. Un’occasione preziosa per guardarci da fuori con maggiore consapevolezza.”