Laureata in Scienze Biologiche, già docente di Microbiologia Agraria e preside della Facoltà di Agraria dell’Università Statale di Milano, promotrice della Facoltà di Agraria dell’Università di Makeni (Sierra Leone), Claudia Sorlini ha maturato una profonda conoscenza di progetti nazionali e internazionali in ambito agro-alimentare. Attualmente è vicepresidente di Fondazione Cariplo, tra i patrocinatori di “Next-Gen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro”, il report di Cariplo Factory dedicato alle startup e PMI che stanno rivoluzionando il settore dell’alimentazione.
Qual è, dal punto di vista di Fondazione Cariplo, il valore di un’iniziativa come il report “Next-Gen Food” di Cariplo Factory?
Un’iniziativa come il report Next-Gen Food ha un valore molto rilevante perché aiuta a leggere il cambiamento in atto nei sistemi alimentari con uno sguardo concreto, basato su dati, esperienze e traiettorie di innovazione già in corso. Per Fondazione Cariplo significa disporre di uno strumento di conoscenza che mette in dialogo ricerca, impresa, startup e politiche pubbliche, aiutando a individuare soluzioni capaci di coniugare sostenibilità ambientale, salute, sicurezza alimentare e inclusione sociale. È un contributo prezioso perché rende visibile il potenziale trasformativo delle nuove generazioni di imprese e rafforza la capacità del sistema di orientare scelte e investimenti in modo più consapevole.
Quale deve essere il ruolo delle startup nel favorire l’innovazione nel settore alimentare?
Le startup svolgono un ruolo chiave perché sono spesso portatrici di approcci nuovi e sperimentali: sviluppano modelli produttivi più sostenibili, introducono tecnologie utili a ridurre gli sprechi, migliorare la tracciabilità e rispondere a bisogni emergenti legati alla salute e alla sicurezza alimentare. Affinché questo potenziale si traduca in un impatto reale, è però fondamentale che le startup siano messe in condizione di dialogare con il sistema. In questo senso, esperienze come quelle sviluppate nell’ambito della Food Policy di Milano, sostenuta da Fondazione Cariplo, mostrano quanto sia importante creare connessioni tra innovazione, istituzioni e territorio, affinché le soluzioni nate dal basso possano essere testate, adottate e scalate all’interno delle filiere e delle politiche pubbliche.
Come si potrebbero incentivare e favorire le collaborazioni fra startup e istituzioni impegnate su prevenzione, sicurezza e sostenibilità alimentare?
È fondamentale creare spazi di sperimentazione condivisa, in cui le startup possano testare soluzioni innovative in contesti reali, affiancate da istituzioni pubbliche, enti di ricerca e attori del territorio. Fondazione Cariplo opera da tempo in questa direzione, sostenendo progetti e strumenti di accompagnamento – come percorsi di capacity building – che favoriscono alleanze e logiche di sistema. La collaborazione diventa efficace quando si fonda su obiettivi di impatto chiari e condivisi.
Quali sono stati i più importanti progetti realizzati da Fondazione Cariplo per garantire un accesso al cibo più equo, sano e inclusivo? E che ruolo ha avuto l’innovazione?
Nel corso degli anni Fondazione Cariplo ha sostenuto numerose iniziative finalizzate a rendere i sistemi alimentari più equi e inclusivi, con una particolare attenzione alle persone in condizioni di fragilità. Un esempio significativo è rappresentato dai progetti di agricoltura sociale, sviluppati attraverso bandi come Coltivare Valore e, più recentemente, Ruralis, attualmente in corso, che integrano produzione agricola, inclusione lavorativa ed educazione alimentare. Accanto a questi interventi, il programma AGER – Agroalimentare e Ricerca costituisce un’altra linea strategica fondamentale: dalla prima edizione avviata oltre quindici anni fa fino all’attuale terza edizione, AGER ha promosso ricerca e innovazione su prodotti alimentari di origine vegetale in grado di coniugare alto valore nutrizionale e tutela, se non arricchimento, della fertilità dei suoli. In tutti questi contesti, l’innovazione non è solo tecnologica, ma anche sociale e organizzativa, grazie a nuovi modelli di filiera, reti territoriali e collaborazioni tra attori pubblici e privati.
Quali progetti saranno realizzati nel prossimo futuro e che riguarderanno, anche solo trasversalmente, l’alimentazione?
Il tema dell’alimentazione continuerà a emergere in modo trasversale in diversi ambiti di intervento, poiché oggi il cibo rappresenta un punto di connessione tra stili di vita, educazione, ambiente e qualità della vita nei territori. Più che su singole iniziative, l’attenzione si concentrerà sempre di più sui comportamenti quotidiani, sulle scelte alimentari e sulla cultura del cibo, in particolare nelle giovani generazioni. In questa prospettiva, progetti legati all’educazione, alla sostenibilità ambientale, alla ricerca e all’innovazione continueranno a intercettare il tema alimentare anche quando non costituisce l’obiettivo primario.
Quali saranno, in futuro, le sfide più importanti in ambito alimentare per aziende, istituzioni e società?
Le sfide future saranno complesse e tra loro strettamente connesse. Da un lato sarà necessario rendere i sistemi alimentari più sostenibili, riducendo l’impatto su clima e biodiversità; dall’altro garantire a tutte le persone un accesso equo a un’alimentazione sana e di qualità. Per aziende e istituzioni questo richiede di ripensare modelli produttivi e politiche pubbliche in una logica sistemica, mentre per la società nel suo insieme diventa sempre più importante rafforzare consapevolezza e responsabilità nelle scelte quotidiane. In questo contesto, Fondazione Cariplo sostiene ricerca, innovazione e sperimentazione sui territori, promuovendo soluzioni che integrino tutela ambientale, qualità del cibo e benessere delle persone, con uno sguardo attento agli impatti sociali di lungo periodo. Il cibo è, oggi più che mai, uno degli ambiti decisivi in cui si intrecciano salute, ambiente e coesione sociale.