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Giulia Marchese, Geen: “vogliamo mettere i dati e le persone al centro del percorso di cura”

Data scientist e software developer, Giulia Marchese ha lavorato per oltre dieci anni tra America Latina ed Europa come consulente per agenzie ONU e organizzazioni internazionali, occupandosi di accesso alla salute, standard internazionali, presa in carico di vittime di violenza e applicazioni dell’AI alla ricerca sociale.

In parallelo ha sviluppato applicativi e modelli AI per OSINT e business intelligence per organizzazioni della società civile e imprese sociali, guidata dal desiderio di sfruttare il potere dei dati per ridurre asimmetrie di informazione e vulnerabilità. Un percorso parallelo a quello di Lucia Vernino, oggi Responsabile Marketing e cofondatrice di Geen. Esperta di marketing e comunicazione su sostenibilità e uguaglianza di genere, Lucia ha lavorato in contesti multinazionali come L’Oréal, Amazon, A.S. Watson, ideale punto di incontro di tutte queste esperienze: tecnologia, salute e impatto sociale.

Geen nasce dall’osservazione di un problema molto concreto: le persone si perdono tra servizi, portali, numeri verdi e convenzioni e spesso non riescono a trasformare queste opportunità in benefit, polizze o strumenti di cura reale. Da un lato esiste un’enorme offerta di servizi, dall’altro le persone – soprattutto donne e caregiver – vengono lasciate da sole a orientarsi. Da queste premesse nasce Geen: un AI layer di triage e navigazione che aiuta aziende, assicurazioni e strutture sanitarie a indirizzare meglio i propri utenti verso percorsi di cura e professionisti sanitari, riducendo tempi, sprechi e disuguaglianze.

Abbiamo sviluppato e messo online il nostro MVP di AI layer di triage, integrato un copilot conversazionale in contesti reali e avviato i primi PoC con aziende e strutture sanitarie su progetti di welfare e wellbeing con un’attenzione particolare alle tematiche di genere, testando il modello in ambiti quali la salute sessuale, la salute riproduttiva e il benessere lavorativo. Abbiamo così potuto integrare, in Geen, una rete crescente di professionisti, professioniste e strutture sanitarie, validando la tecnologia, raccogliendo i primi dati di impatto sul “time to care” e utilizzo dei servizi e generando i primi ricavi.

Geen è stata selezionata e supportata da campagne di crowdfunding, grant pubblici, programmi e network dedicati all’innovazione deep tech e all’impatto sociale, come il programma di accelerazione Frontech promosso da CDP Venture Capital, Cariplo Factory e Gellify, il programma Google for Startups e l’iniziativa internazionale CensHERship, dove siamo stati l’unica startup italiana selezionata. Nel 2024 abbiamo, inoltre, vinto il Social Impact Prize. Questi riconoscimenti e percorsi hanno rafforzato la nostra credibilità verso partner corporate e istituzionali, aumentato la visibilità del progetto e offerto un confronto costante con mentor internazionali su tecnologia, modello di business e misurazione dell’impatto.

Siamo entrate in contatto con Cariplo Factory candidando Geen al programma Frontech Accelerator perché volevamo trasformare il nostro prototipo di chatbot “di nicchia” in una vera infrastruttura AI, integrabile nei sistemi di welfare, assicurazioni e sanità. Da lì è iniziato un percorso di lavoro molto intenso con il team di Cariplo Factory su posizionamento, business model e apertura di relazioni verso corporate e investitori, che ci ha permesso di sviluppare una narrazione di valore chiara e agganciata a KPI misurabili. Questo ci ha permesso di passare dalla fase “visionaria” di prodotto a una molto più concreta di validazione con clienti e pipeline strutturata.

Cariplo Factory ci ha aiutato a compiere tre passi fondamentali:

  • Focus: abbiamo imparato a dire di no a percorsi poco allineati e concentrarci su pochi casi d’uso ad alto valore per aziende e assicurazioni.
  • Strutturazione: abbiamo rafforzato il nostro impianto di business (metriche, pricing, go-to-market, roadmap) e messo in fila le priorità su prodotto e vendita.
  • Accesso: abbiamo avuto accesso a corporate, mentor e investitori che da sole avremmo impiegato molto più tempo a raggiungere, accorciando i tempi di apprendimento e di sperimentazione.

In sintesi, il percorso con Cariplo Factory ha accelerato la maturità di Geen come impresa, non solo come progetto tecnologico.

Nel prossimo futuro vogliamo scalare i PoC esistenti trasformandoli in contratti SaaS annuali, consolidare il nostro motore di triage AI e le integrazioni con portali di welfare, assicurazioni e sistemi ospedalieri, estendere la copertura geografica e di servizi, partendo dall’Italia ma con una forte vocazione europea, e lavorare sulla proprietarizzazione dei dati e dei modelli in modo compliant e ad alto impatto per decision maker e politiche di prevenzione. In parallelo stiamo preparando il nostro round di pre-seed, proprio per poter accelerare su prodotto, team e crescita commerciale.

Le principali sfide sono l’integrazione nei sistemi sanitari e nei percorsi di cura preesistenti, il miglioramento della qualità e rappresentatività dei dati rispetto al classico modello del “paziente standard” di sesso maschile, e lo sviluppo di cultura e fiducia nei confronti dell’AI, lavorando su trasparenza, spiegabilità e uso responsabile della tecnologia. Geen nasce proprio su questo confine: usare l’AI non per sostituire le relazioni di cura, ma per rendere più accessibili, tempestivi e mirati i percorsi di benessere che già esistono, mettendo al centro le persone e i dati che le rappresentano davvero.

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