Direttore Scientifico dell’IRCCS Ospedale Galeazzi – Sant’Ambrogio, Direttore della Scuola di Specialità di Patologia Clinica e Biochimica Clinica dell’Università Vita e Salute San Raffaele, Commissario della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo e membro del CDA di Cariplo Factory, Giuseppe Banfi è una delle voci più autorevoli del panorama scientifico, italiano e internazionale.
La sua testimonianza è particolarmente preziosa per comprendere come è cambiato, oggi, il rapporto fra salute umana e alimentazione e quale potrebbe essere il contributo di aziende, progetti e soluzioni innovative, nel contesto del report “Next-Gen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro” di Cariplo Factory, di cui l’Ospedale Galeazzi è Scientific Partner.
Professor Banfi, qual è il ruolo dell’alimentazione nel favorire la salute umana?
Nel corso degli ultimi anni è andata affermandosi la consapevolezza del legame inscindibile fra benessere alimentare e salute umana. Non esiste, in quest’ambito, una netta distinzione fra malati e sani: tutte le persone possono soffrire di una qualche forma di disturbo alimentare o sviluppare, nel tempo, delle abitudini che possono avere conseguenze profonde sulla salute del proprio organismo. L’obiettivo delle istituzioni deve essere quello di intervenire per tempo, prima che si sedimentino comportamenti scorretti. Il lavoro che svolge Fondazione Cariplo nel sostenere progetti di food policy e di educazione alimentare fin dai primi anni di età riveste, in questo senso, un’importanza fondamentale.
Quali sono i trend trasformativi più rilevanti, in questo momento, nel mutevole rapporto fra cibo e salute?
Il trend più importante è quello del cambiamento di antichissime abitudini alimentari e l’effetto che le nuove consuetudini provocano sulla salute. Si pensi, per fare un esempio, al venir meno del consumo di latticini in ampie fasce della popolazione e alla contemporanea carenza di vitamina D che riscontriamo in tantissimi pazienti. Purtroppo, siamo consapevoli solo in parte di questi cambiamenti: se vogliamo tutelare la salute delle persone e della comunità non possiamo limitarci a monitorare la diffusione di malattie e agenti patogeni, ma dobbiamo monitorare anche quei cambiamenti nelle abitudini alimentari che possono avere un impatto profondo nei confronti della salute dei singoli e della società.
Quali sono, nello specifico, i progetti dell’Ospedale Galeazzi sul ruolo dell’alimentazione nel settore della salute?
Nel contesto di Federated Innovation @MIND stiamo sviluppando un progetto di ricerca sul ruolo dell’alimentazione nelle fasi precedenti l’intervento chirurgico. L’obiettivo è quello di prevenire i problemi legati all’ipoalimentazione, o alimentazione non sufficiente, che potrebbe compromettere i tempi di recupero post-intervento. Allo stesso tempo stiamo realizzando una serie di studi sul ruolo dell’alimentazione nel ricovero post-operatorio: nei pazienti più anziani, in particolare, l’attenta scelta degli alimenti si rivela fondamentale per assicurare un recupero in tempi rapidi e prevenire ulteriori ospedalizzazioni.
Quali sono le tecnologie più promettenti che potrebbero, secondo lei, aiutare le persone a sviluppare un’alimentazione sana e bilanciata?
App, dispositivi, consulenti digitali possono sicuramente dare un contributo importante per indirizzare le persone verso una dieta sana e bilanciata ma, in molti casi, vengono utilizzate impropriamente. Quello di cui abbiamo bisogno, al contrario, è una tecnologia progettata per aiutare le persone a scegliere con cura gli alimenti, non cercare scorciatoie, non perseguire obiettivi impossibili o fini a se stessi, come il dimagrimento a tutti i costi.
Qual è, in questo contesto, il valore del report “Next-Gen Food” per una realtà come l’Ospedale Galeazzi e, in generale, qual è il contributo che la startup possono portare in questo settore?
Il report di Cariplo Factory offre un contributo fondamentale per identificare soluzioni che possono rispondere alle necessità più urgenti della società, come l’educazione, la prevenzione, l’accompagnamento delle persone che necessitano di seguire diete alimentari specifiche. Tra le innovazioni più importanti dei prossimi anni rientreranno, inoltre, tutti quei dispositivi che consentiranno ai consumatori di avere una visione d’insieme della filiera alimentare e identificare subito potenziali molecole dannose negli alimenti di consumo. Assistenza, formazione, empowerment dei consumatori: in questi ambiti c’è tanto bisogno del contributo di imprese e imprenditori innovativi.