Ha chiuso un round seed da 3,2 milioni di euro a fine 2025, poche settimane dopo aver terminato il percorso di accelerazione di Up2Stars, ed è proiettata verso il traguardo di trentamila nuovi materiali prodotti attraverso una metodologia innovativa volta a ridurre la dipendenza dalle terre rare.
Per RARA Factory è un momento di forte crescita, e lo dimostra l’interesse crescente di investitori, media e mondo produttivo. Fondata da quattro professori universitari, come spin-off dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la società ha preso parte al programma Up2Stars di Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center, di cui Cariplo Factory è acceleratore partner.
“Il nostro obiettivo – dichiara Ludovico Bianchi, project manager della startup – è quello di sviluppare nuovi materiali per settori strategici della nostra economia, riducendo la dipendenza dalle terre rare e da altri minerali critici. Ad oggi, abbiamo già creato oltre diecimila nuovi materiali sfruttando una metodologia unica nel suo genere“
Ludovico, qual è stato il tuo percorso professionale prima di RARA Factory?
Il mio è stato un percorso guidato prevalentemente dalla curiosità: dopo gli studi in giurisprudenza ho fatto esperienza come avvocato in contesti internazionali, approfondendo le tematiche relative al mondo delle aziende e della finanza. L’incontro con RARA Factory è avvenuto nel 2024, quando ho supportato il founding team nella creazione dello spin-off, entrando a far parte della società in qualità di project manager.
Come è nata RARA Factory, quali sono stati i motivi che hanno portato alla sua nascita?
RARA Factory nasce dall’intuizione di un gruppo di professori dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che hanno unito le proprie competenze teoriche in un progetto concreto. Fisica dei materiali, teoria delle reti e intelligenza artificiale, combinate insieme, ci permettono di produrre materiali alternativi per applicazioni industriali in settori strategici, riducendo la dipendenza da terre rare e altri materiali critici. Contribuire a questo progetto, per me, significa collaborare alla risoluzione di un problema che ha un grande impatto globale.
Quali sono stati i principali risultati e riconoscimenti ottenuti finora?
La società è stata costituita a luglio 2024 e, nel giro di pochi mesi, siamo riusciti a ottenere i fondi per acquisire la strumentazione scientifica necessaria. L’attività di produzione vera e propria è cominciata a settembre 2025: ad oggi, abbiamo già creato in laboratorio circa diecimila nuovi materiali, tramite il lavoro di un team composto da meno di dieci persone. Il nuovo round ci consentirà di espandere le capacità sperimentali ad alta produttività di RARA Factory, con l’obiettivo di raggiungere presto la soglia dei trentamila materiali prodotti, attraverso una metodologia unica nel suo genere. La nostra priorità è quella di creare dei magneti senza terre rare, nella prospettiva di sviluppare soluzioni analoghe per altri settori strategici.
Come siete entrati in contatto con Cariplo Factory?
Cariplo Factory ci ha guidato nel percorso di empowering e accelerazione di Up2Stars, il programma di accelerazione per startup innovative di Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center. È stata un’esperienza molto stimolante: non solo abbiamo affrontato e sviluppato temi essenziali per la nostra realtà ma abbiamo anche avuto modo di conoscere persone legate a importanti enti del nostro settore.

Quali sono stati i principali benefici e risultati ottenuti finora?
Sicuramente quello di velocizzare dei processi che autonomamente avrebbero richiesto molto più tempo e dispendio di energie. Abbiamo avuto modo di collaborare con molti professionisti del settore su temi nei quali avevamo, e abbiamo, grandi margini di miglioramento. In questo contesto, Cariplo Factory ha assunto il ruolo di un gruppo di lavoro allargato, composto da persone che ci hanno saputo offrire indicazioni e informazioni chiare su come crescere e migliorarci.
Quali sono le maggiori sfide per l’innovazione nel vostro settore di riferimento?
Il settore dei materiali, soprattutto nell’ultimo periodo, è molto esposto a dinamiche geopolitiche. Questo crea volatilità e incertezza, che vogliamo contribuire a ridurre, alle catene di approvvigionamento industriale. Il fatto di aver ottenuto la fiducia di investitori istituzionali, di aver ricevuto numerose manifestazioni di interesse e la constatazione che molte realtà in tutto il mondo stanno cercando soluzioni al problema della dipendenza da terre rare rappresenta per noi un grande stimolo a proseguire nel percorso intrapreso, aprendoci a nuove forme di collaborazione.