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Next-Gen Food – Il futuro del cibo, il cibo del futuro: il report di Cariplo Factory

A più di dieci anni dalla conclusione di Expo 2015, torna con forza una domanda che non possiamo più rimandare: che ruolo avrà il cibo nel futuro del Paese?

Non si tratta più soltanto di migliorare l’efficienza della filiera agroalimentare. Oggi siamo di fronte a una trasformazione più profonda: un cambio di paradigma che riguarda il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo, e il significato stesso che gli attribuiamo.

Il settore agroalimentare continua a rappresentare uno dei pilastri dell’economia italiana, con un impatto diretto su crescita, occupazione, salute e qualità della vita. Ma è anche uno dei sistemi più esposti a una convergenza di crisi: riduzione della superficie coltivabile, pressione sulle risorse naturali, instabilità geopolitica, inflazione. Sullo sfondo resta una delle contraddizioni più evidenti del nostro tempo: lo spreco alimentare.

In questo contesto, cambiano le priorità e cambiano le aspettative. Sicurezza, salute e sostenibilità non sono più un valore aggiunto, ma prerequisiti imprescindibili. Allo stesso tempo, il cibo smette di essere soltanto nutrizione: diventa relazione, cultura, identità, benessere complessivo.

A guidare questa trasformazione concorre una nuova ondata di tecnologie. Dall’intelligenza artificiale alle biotecnologie, dai sistemi di agricoltura rigenerativa alle piattaforme digitali, l’innovazione sta già ridefinendo ogni fase della filiera, aprendo scenari fino a pochi anni fa impensabili.

È da queste premesse che nasce “Next-Gen Food – Il futuro del cibo, il cibo del futuro”, il quinto report di Cariplo Factory. Un lavoro di ricerca che raccoglie circa 120 storie e testimonianze di startup, spinoff e PMI innovative, offrendo una delle analisi più ampie e aggiornate dell’ecosistema italiano.

Queste imprese rappresentano un laboratorio diffuso di innovazione: coprono l’intera filiera, dall’agritech agli alimenti alternativi, dalla trasformazione alla distribuzione, e stanno già dimostrando la solidità del proprio valore. Tre su quattro hanno ricevuto premi o riconoscimenti; sei su dieci hanno ottenuto investimenti.

Sono realtà che non si limitano a sviluppare soluzioni tecnologiche, ma affrontano sfide sistemiche: migliorare la qualità e la sicurezza degli alimenti, contribuire all’obiettivo “Fame Zero” dell’Agenda 2030, preservare la biodiversità. E lo fanno con richieste chiare, che suonano come una vera call to action per istituzioni e investitori: maggiore certezza normativa, accesso al capitale, infrastrutture adeguate, educazione dei consumatori.

Next-Gen Food nasce con un duplice obiettivo. Da un lato, offrire una fotografia del presente, restituendo una visione articolata e concreta dello stato dell’innovazione nel settore alimentare. Dall’altro, anticipare alcune traiettorie di sviluppo: le tecnologie emergenti, i modelli di impatto, le competenze che diventeranno sempre più centrali.

Per questo abbiamo chiesto direttamente alle imprenditrici e agli imprenditori di condividere non solo la loro esperienza, ma anche le loro previsioni. Il futuro del cibo, infatti, non si costruisce in modo lineare: prende forma attraverso scelte, investimenti e visioni che si stanno già concretizzando oggi.

Infine, abbiamo esteso lo sguardo al contesto europeo. Perché parlare di food innovation oggi significa inevitabilmente confrontarsi con una dimensione globale, fatta insieme di competizione e collaborazione. Le esperienze maturate a partire da Expo 2015 dimostrano che solo attraverso ecosistemi aperti e interconnessi è possibile affrontare sfide di questa scala.

Il futuro del cibo non è distante. È già in costruzione. E riguarda tutti noi.

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