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Paolo Cerioli, Fincantieri Group: “vogliamo essere la piattaforma della navalmeccanica che catalizza le migliori innovazioni”

Paolo Cerioli, Chief Innovation and Information Technology Officer di Fincantieri, è il protagonista dell’intervista che questo mese arricchisce la rubrica “Innovation Stories” di Cariplo Factory. Forte di un solido background ingegneristico coniugato con una lunga esperienza manageriale in contesti industriali (dapprima in consulenza strategica, poi come Head of Open Innovation), oggi il CIIO del Gruppo leader della cantieristica navale racconta la propria visione e l’approccio del Gruppo all’innovazione.

Fincantieri è l’unico player operativo nel costruire navi ad altissima complessità per tutti i segmenti della navalmeccanica – crociere, offshore, difesa. I nostri prodotti sono innovativi by design, in quanto hanno una vita media in mare di decenni e sono pertanto realizzati con tecnologie e processi all’avanguardia.

Per realizzare tali prodotti è necessario concentrarsi e investire su innovazione “cantierabile”, ovvero capace di rispondere ai bisogni di chi opera nei nostri cantieri o nel contesto della nostra filiera industriale. Per noi, una soluzione può definirsi innovativa e di valore se produce un risultato integrabile nei processi produttivi, a bordo dei nostri prodotti nave o se può favorire l’efficienza lungo la supply chain.

L’innovazione è sempre stata una costante dei nostri 230 anni di storia, evolvendo da un modello incentrato primariamente sulla collaborazione con università e centri di ricerca a un paradigma orientato alla creazione di sinergie con realtà innovative e imprenditori in ambiti come la transizione energetica, la digitalizzazione industriale e la robotica.

In un contesto dove l’innovazione diventa sempre più pervasiva e interdisciplinare, il Gruppo ha oggi l’ambizione di diventare la piattaforma di riferimento per tutti i player innovativi nel settore navalmeccanico, sia per quanto riguarda i fornitori tecnologici, startup e scaleup, sia nei confronti di università e dei centri di ricerca.

Più che di trend, parlerei di vere e proprie esigenze: le tecnologie digitali sono ormai divenute fondamentali e necessarie sia per quanto riguarda l’impatto sull’operatività – ad esempio la physical AI- sia per il contributo che possono dare alla transizione energetica (si pensi alla gestione ottimizzata e in tempo reale di diverse tipologie di carburante, abilitata da dispositivi IoT e modelli avanzati per l’analisi dei dati).

È inoltre inevitabile che l’integrazione delle tecnologie digitali richieda, di pari passo, un aggiornamento delle competenze e l’individuazione di nuovi profili capaci di gestire le tecnologie emergenti. La cantieristica navale, che da anni riscontra difficoltà nell’individuare forza lavoro specializzata, può rimanere competitiva investendo in modo equilibrato su sviluppo tecnologico, automazione e formazione costante dei professionisti.

Se guardiamo alle iniziative attuate dal Gruppo, è evidente che il nostro approccio all’innovazione ambisce a proiettarci verso il futuro della navalmeccanica, non soltanto da un punto di vista tecnologico, ma anche e soprattutto a livello di value chain.

Così come svolge il ruolo di system integrator nel forgiare i prodotti nave, il Gruppo Fincantieri agisce come “ecosystem orchestrator” nel contesto della filiera navalmeccanica, favorendo in modo sistemico il miglioramento dei processi, l’industrializzazione di nuove tecnologie e lo sviluppo di competenze.

La nostra strategia di innovazione è strettamente connessa al Piano Industriale e indirizza in logica di “innovation portfolio” gli sforzi e le risorse. Transizione energetica, digitalizzazione di prodotti e servizi, operational excellence lungo tutta la filiera produttiva, ricerca di nuove opportunità di business e nuove tecnologie sono i nostri ambiti principali di innovazione, con un’attenzione crescente posta allo sviluppo di tecnologie underwater “dual use” (ovvero applicabili sia in ambito civile sia in ambito difesa).

Al fine di supportare le diverse unità aziendali nel rispondere agli imperativi di mercato, il nostro Gruppo ha integrato un modello di Open-Innovation: la Direzione Innovazione agisce da one-stop-shop a cui BU e consociate possono fare riferimento per accelerare l’integrazione di nuove tecnologie e il time to value dei progetti.

Il nostro approccio di innovazione aperta vede una ricerca continua di soluzioni di partner anche non convenzionali (i.e. startup, scale-up, mondo accademico e scientifico) e a diverso stadio di maturità, con esperienze non necessariamente maturate nell’ambito della cantieristica. L’ingaggio dei player innovativi si ispira al modello Venture Client, che vede il Gruppo investire su collaborazioni che contemplano molteplici fasi di testing, adattamento e validazione delle tecnologie alle specificità del contesto navalmeccanico e alla luce dei bisogni interni prioritari.

Qualora le competenze identificate siano di particolare valore strategico, intraprendiamo anche progetti di co-sviluppo con i player innovativi, mettendo a fattor comune le nostre competenze specialistiche per la creazione di nuove soluzioni da integrare nei nostri processi o da immettere sul mercato.

Come ulteriore leva di sviluppo, abbiamo inoltre investito nel venture building: con l’iniziativa “Maritime Ventures” miriamo a rispondere ai bisogni di digitalizzazione delle imprese della filiera navalmeccanica, tramite la creazione di startup e la promozione di nuovi modelli di business.

Qualsiasi corporate che voglia investire seriamente in innovazione non può fare a meno di aprirsi ad una prospettiva di scambio di competenze e know-how a livello internazionale, se non globale. Da decenni il Gruppo lavora su progetti di ricerca e innovazione con partner della filiera italiana ed europea: la Direzione Innovazione sicuramente lavora per ampliare ulteriormente la reach e la qualità delle collaborazioni su tematiche di interesse strategico del Gruppo.

È in virtù di questo obiettivo che abbiamo aperto due Corporate Innovation Antennas, la prima a San Francisco e la seconda a Seoul: Silicon Valley e Corea del Sud sono infatti geografie prioritarie dal punto di vista della densità di imprenditori, startup e competenze primariamente afferenti a digitalizzazione, tecnologie AI e settore cantieristico-navale.

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