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Serena Borbotti-Frison, allied for startups: 28esimo regime

Serena Borbotti-Frison, Allied for Startups: “dal 28esimo regime la spinta per una nuova generazione di unicorni europei”

La loro campagna, “Should I Stay or Should I Go?”, ha ottenuto una visibilità eccezionale a Bruxelles e nel resto d’Europa grazie alle numerose condivisioni spontanee sui social media: Allied for Startups è la rete globale no-profit dietro alla campagna dedicata alle startup e scaleup europee e alla scelta, spesso decisiva, tra rimanere nel continente o emigrare altrove in cerca di opportunità migliori.

La campagna, lanciata nello scorso febbraio, ha come obiettivo quello di sensibilizzare le istituzioni, i policy maker, i founder e l’intero ecosistema dell’innovazione sulla proposta di regolamento della Commissione europea relativa all’introduzione del 28esimo regime (EU-INC): un regolamento che, secondo la bozza circolata in questi giorni, dovrebbe fornire un quadro armonizzato per rendere più semplice alle imprese costituirsi, raccogliere capitale e operare in più Stati in modo rapido e meno costoso, svolgendo online tutte le procedure.

In vista della presentazione della proposta da parte della Commissione europea, prevista il 18 marzo, abbiamo deciso di intervistare Serena Borbotti-Frison, direttrice generale di Allied for Startups, di cui fanno parte le associazioni di categoria italiane InnovUp, Italian Tech Alliance e Roma Startup. “Questo è il momento dell’Europa – dichiara Serena, in occasione dell’intervista –Il 28esimo regime è lo strumento che serve a compiere il definitivo salto di qualità verso il mercato unico dell’innovazione e la nascita di un ecosistema di unicorni europei”.

L’obiettivo principale è stato quello di fare pressione sulle istituzioni europee in vista della proposta legislativa della Commissione europea relativa all’introduzione del 28esimo regime. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo disseminato la città di Bruxelles di manifesti e ne abbiamo inviati centinaia, via posta, a un ristretto numero di policy maker selezionati. Al tempo stesso, abbiamo voluto far sentire l’intero ecosistema dell’innovazione partecipe della nuova iniziativa europea, vista la rilevanza della posta in gioco e l’impatto che potrebbe avere sulla vita di migliaia di imprese innovative. La campagna si concluderà con un op-ed di commento alla proposta legislativa della Commissione su EU-INC, prevista per il 18 marzo.

La frammentazione normativa è un ostacolo e un costo rilevante per le aziende che, nel caso delle startup, diventa una questione “di vita o di morte”. La possibilità di utilizzare un regime preferenziale di registrazione per le imprese innovative si tradurrebbe in una maggiore velocità di costituzione delle imprese stesse, in un aumento dell’attrattività verso i capitali di rischio e in una crescita del numero di scaleup europee, con conseguente riduzione del numero di aziende costrette a emigrare all’estero per raccogliere capitali. Queste previsioni, elaborate dall’ufficio studi del Parlamento Europeo (EPRS, o European Parliamentary Research Service), vanno di pari passo con la consapevolezza che il 28esimo regime non sarà una soluzione definitiva, ma un passaggio necessario verso la direzione del mercato unico europeo e l’unione dei capitali.

  

Una volta approvata la proposta legislativa, sarà molto importante sviluppare gli strumenti adatti per la costituzione delle aziende in tempi rapidi e attraverso un meccanismo efficace. Se il processo risulterà troppo macchinoso, lento, imperfetto, tutto il lavoro giuridico sarà stato vano. Un approccio “product-oriented”, in questo senso, sarà determinante per far sì che un numero significativo di startup possa fruire di questa possibilità. La messa a terra dello strumento nei singoli Paesi sarà il vero stress test dell’intero impianto normativo, e sarà fondamentale fare in modo che tutti i Paesi coinvolti possano procedere alla stessa velocità di esecuzione.

Siate coraggiosi, pensate al bene della vostra azienda ma al tempo stesso rimanete in ascolto di quello che l’Europa ha da dirvi e da proporvi. Approvare il 28esimo regime significa lanciare un messaggio forte agli imprenditori. L’Europa è sempre stata un territorio di ricerca, sviluppo, e innovazione, e nel corso degli ultimi vent’anni abbiamo visto nascere e crescere numerosi unicorni europei. Il prossimo passo è quello di far diventare il processo sistematico e massivo, con le stesse opportunità da Paese a Paese. Questo è il momento dell’Europa, e il 28esimo regime è lo strumento che serve per compiere il definitivo salto di qualità.

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