Il 2025 appena trascorso ha consolidato un nuovo equilibrio nel mercato dei venture capital. Dopo anni di dinamiche turbolente, la raccolta di capitali si è stabilizzata su valori elevati ma più “disciplinati”, con un’attenzione crescente alla qualità degli investimenti, alla capital efficiency e alle tecnologie capaci di generare impatto reale. I dati mostrano un quadro complessivo in cui l’intelligenza artificiale (AI) ha dominato la scena globale, mentre Europa e Italia hanno consolidato le proprie traiettorie in contesti diversi ma complementari.
Investimenti globali trainati dall’AI, proiezioni a 600 miliardi di dollari di investimenti entro il 2028
Nel corso del terzo trimestre del 2025 il venture capital globale ha raggiunto i 120 miliardi di dollari di investimenti totali secondo i dati KPMG, con un aumento rispetto al periodo precedente trainato principalmente dalle operazioni legate all’intelligenza artificiale e ai modelli generativi.
L’AI, in particolare, ha rappresentato una quota significativa degli investimenti dei VC: si stima che oltre il 23% del capitale VC globale sia stato destinato ad AI e startup correlate, con un trend in forte crescita rispetto ai livelli degli anni precedenti. Nel terzo trimestre, sono stati oltre 4.400 i deal destinati a startup dell’AI, di cui 120 oltre i 100 milioni di dollari di valore.
Secondo stime preliminari di mercato, riportate dallo studio “AI Reality Check”, l’intero settore AI e settori correlati potrebbe raggiungere complessivamente oltre 600 miliardi di dollari di investimenti entro il 2028, evidenziando non solo l’intensità del flusso attuale ma anche le aspettative future di lungo periodo.
Lo scenario in Europa e in Italia: rafforzamento in corso sul fronte AI e deep tech, criticità su exit e investitori internazionali
In Europa gli investimenti VC nel 2025 hanno mostrato una resilienza significativa, con un flusso complessivo di circa 17,4 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Il continente ha rafforzato la presenza di startup AI e deep tech con round di dimensione crescente, inclusi investimenti strategici in modelli e tecnologie AI di livello avanzato e un significativo interesse per progetti di robotica e sistemi autonomi che combinano capacità AI con automazione fisica.
In Italia, gli investimenti in startup nel 2025 si sono attestati intorno a 1,4–1,46 miliardi di euro secondo l’Osservatorio Hi-Tech del Politecnico di Milano, segnando una modesta crescita rispetto al 2024 ma al contempo evidenziando il permanere di una certa distanza rispetto agli ecosistemi più dinamici. A pesare, più di tutto, sono la carenza di exit “strutturali” e lo scarso apporto di capitali internazionali, in leggero aumento anno su anno ma ancora lontani da una dimensione ottimale.

Alcuni trend da tenere d’occhio per il 2026
Guardando al 2026, è evidente come gli investitori stiano progressivamente ridefinendo le priorità, per non essere tagliati fuori dalla corsa all’AI e al contempo individuare quelle soluzioni in cui tecnologia, impatto economico e bisogno reale di mercato sembrano convergere in modo più marcato. In questo contesto, è possibile individuare alcuni trend che sono in via di consolidamento e che nel prossimo anno potrebbero diventare sempre più rilevanti. Di questi, possiamo individuarne almeno dieci meritevoli di particolare attenzione.
1. L’integrazione dell’AI nel mondo fisico tramite la robotica avanzata
La robotica è destinata a diventare uno dei segmenti più rilevanti nel 2026, grazie alla convergenza tra AI, agent-based computing e automazione fisica. Le soluzioni robotiche automatiche e collaborative (cobot) — in produzione, logistica, manutenzione e sicurezza — stanno attirando investimenti significativi mentre i fondi cercano opportunità in sistemi fisici autonomi e intelligenti.
2. Longevity e tecnologie per l’allungamento della vita
La longevity continua a emergere come area di interesse significativo per il VC, con investimenti focalizzati su tecnologie preventive, monitoraggio continuo della salute, biomarcatori avanzati e soluzioni che uniscono AI e dati clinici per predire e migliorare i risultati delle cure sanitarie nel lungo periodo.
3. Cybersecurity e difesa integrata
L’investimento in cybersecurity resta una priorità, ma nel 2026 si amplia verso la difesa integrata, combinando protezione digitale con sistemi fisici critici e resilienza dei sistemi nazionali. Questo trend riflette una nuova priorità strategica dei governi e dei grandi investitori istituzionali, che cercano soluzioni difensive capaci di rispondere a minacce sia cyber, sia fisiche.
4. Tecnologie avanzate per materiali e processi industriali
I fondi VC stanno guardando con interesse alle startup che sviluppano materiali avanzati e tecnologie di produzione sostenibile ad alta efficienza, incluse soluzioni per catene di fornitura intelligenti e processi produttivi ottimizzati. Questo segmento combina innovazione hardware con software intelligente, offrendo ampi margini di crescita.
5. Energy & Carbon Capture: verso un sistema energetico più pulito e indipendente
Nel panorama dell’energia, il 2026 vedrà un’espansione delle soluzioni che mirano ad aumentare l’efficienza, ridurre la dipendenza dalle terre rare e supportare la decarbonizzazione industriale. Le tecnologie emergenti in questo settore includono:
- batterie industriali di nuova generazione, meno dipendenti da minerali critici e più adatte allo stoccaggio di energia rinnovabile;
- materiali e processi in grado di catturare e immagazzinare CO₂, dai sistemi solidi di assorbimento ai processi mineralizzati;
- bioprocessi che utilizzano CO₂ come feedstock, aprendo la strada a carburanti sintetici e materiali a impronta carbon-negative.
6. PFAS, Water Tech e trattamento suoli: dalla gestione emergenziale alla tecnologia avanza
La questione PFAS – sostanze perfluoroalchiliche persistenti – è diventata centrale in Europa e negli Stati Uniti. Il 2026 rappresenterà un punto di svolta grazie alla maturazione di nuove tecnologie capaci di:
- filtrare, trattenere o degradare PFAS attraverso processi avanzati (membrane nanostrutturate, ossidazione avanzata, plasma freddo);
- ottimizzare la depurazione delle acque grazie a sistemi ibridi (MBR + AOP) altamente efficienti;
- rigenerare suoli contaminati con bioremediation e trattamenti elettrochimici;
- recuperare risorse dall’acqua (nutrienti, minerali, energia), trasformando gli impianti in veri hub circolari.
L’acqua diventa così un nuovo “asset industriale”: gestirla in modo efficiente significa ridurre costi, rischi sanitari, impatti ambientali e vulnerabilità delle supply chain.
7. La trasformazione delle infrastrutture urbane
Le città europee stanno affrontando un cambiamento strutturale che nel 2026 accelererà ulteriormente grazie a tecnologie che permetteranno di sviluppare costruzioni più efficienti, isolanti avanzati e materiali phase-change in grado di ottimizzare il consumo energetico. L’utilizzo crescente di materiali “intelligenti” dovrebbe andare di pari passo con l’adozione di geopolimeri a basse emissioni, destinati a sostituire progressivamente i cementi tradizionali.
8. Soluzioni di logistica intelligente e mobilità elettrica avanzata
L’integrazione dell’intelligenza artificiale abilita nuove soluzioni di logistica intelligente per ridurre congestionamento e inquinamento dei centri urbani. A queste si affiancheranno sempre più nuovi sistemi di ricarica e microgrid urbane per abilitare la mobilità elettrica avanzata.
9. Infrastrutture per la città a 15 minuti
Ultimo, ma non meno importante cambiamento, è quello che riguarda la trasformazione dei grandi centri in città “a 15 minuti”. Un obiettivo abilitato dallo sviluppo di infrastrutture che integrano trasporto pubblico, micromobilità, e gestione dei flussi in tempo reale. L’obiettivo è portare le città verso modelli urbanistici più resilienti, autosufficienti e in grado di ridurre drasticamente l’impatto ambientale.
10. Fuel da CO₂, carbon mineralization e nuovi materiali: la rivoluzione della material science
Uno dei trend più interessanti del 2026 sarà, infine, la trasformazione della CO₂ da rifiuto a risorsa. Grazie a progressi scientifici e industriali, startup e centri di ricerca stanno sviluppando:
- carburanti sintetici derivati da CO₂ (e-fuels), fondamentali per settori hard-to-abate come aviazione e shipping;
- processi di carbon mineralization, che intrappolano CO₂ in materiali stabili come carbonati e silicato, con applicazioni in edilizia e manifattura;
- materiali intelligenti, capaci di ottimizzare trasferimento termico, assorbire vibrazioni, autoripararsi o adattarsi all’ambiente.
Conclusioni e prospettive per il 2026 in Italia
Malgrado i numeri che fotografano uno scenario di stasi per gli investimenti, le prospettive per il 2026 restano positive. Tra i segnali in tal senso è interessante menzionare qui i dati elaborati dal 10° Osservatorio sull’Open Innovation & Corporate Venture Capital realizzato da InnovUp e Assolombarda, di cui Cariplo Factory è partner: il report dimostra la crescente capacità delle startup e PMI innovative italiane di generare valore per il Paese, con un fatturato complessivo di 12,9 miliardi di euro e una crescita del 29% anno su anno del valore mediano delle startup partecipate dai Corporate Venture Capital (pur minoritarie sul totale).
Resta aperta, in conclusione, la sfida più importante: sostenere lo sviluppo delle startup nella fase di scaleup per poter competere su scala internazionale. Un obiettivo al quale anche noi di Cariplo Factory stiamo fornendo il nostro contributo attraverso la gestione e co-gestione di programmi di accelerazione come Frontech, Up2Stars e Terra Next Scale-Up Program, pensati per far compiere ad aziende già messe alla prova dal mercato il definitivo salto dimensionale, con l’obiettivo di generare un impatto tangibile e reale nella vita di ogni giorno.
Andrea Beretta
Senior Director, Startup Operations & Investments