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Vincenzo Benessere, Isuschem: “la bioeconomia del futuro sarà su scala mondiale e a prezzi accessibili”

Vincenzo Benessere, CEO e founder di Isuschem, ha lavorato come ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Chimica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, prima di intraprendere un’esperienza come consulente tecnico regolatorio in aziende del settore packaging e coating. L’attività di ricerca – come racconta in occasione della nostra intervista – è stata determinante nella nascita della startup Isuschem e all’ingresso nel programma di accelerazione Terra Next, gestito operativamente da Cariplo Factory.

Oggi Isuschem è una startup innovativa e spin-off dell’Università Federico II di Napoli che opera nel settore della bioeconomia circolare della biomassa di terza generazione, trasformando oli vegetali residui in bio-ingredienti ad alto valore aggiunto per uso industriale. Nel corso dell’ultimo biennio ha vinto tre bandi PNRR per lo sviluppo di soluzioni innovative e il monitoraggio ambientale degli inquinanti, ha stretto due accordi di partnership con Roelmi e Versalis e ha avviato la commercializzazione dei prodotti per la cosmesi negli Stati Uniti.

Nel corso del tempo ho avuto l’opportunità di approfondire interessi e settori di studio molteplici, dalla filosofia della scienza all’epistemiologia, fino alla vera e propria militanza politica nei movimenti a difesa dell’ambiente e delle popolazioni nelle zone soggette a desertificazione e deforestazione. Come ricercatore ho lavorato ininterrottamente dal 2005 nel settore delle green chemistry, per il quale ho pubblicato oltre 20 pubblicazioni e sono titolare di sei brevetti. Nel corso delle mie attività di ricerca ho avuto l’opportunità di approfondire i processi di trasformazione in prodotti ad alto valore aggiunto, tra cui carboidrati e oli di scarto, operando all’interno di cluster tecnologici della Bioeconomia circolare. Dal 2009, infine, ho avviato anche un’attività nel settore del packaging alimentare.

Le origini di Isuschem sono strettamente collegate ai successi dell’attività di ricerca che ha permesso di raggiungere importanti risultati nel settore della conversione degli oli di scarto e di ottenere due brevetti relativi sia ai prodotti, sia al processo stesso di conversione. Dopo aver verificato – tramite ricerche di mercato – l’interesse crescente verso soluzioni e prodotti green nell’ambito del packaging alimentare e cosmetico abbiamo infine deciso di fondare la startup, potendo contare sulle nostre competenze n e sul supporto di alcuni partner della ricerca che sono diventati i nostri primi clienti.

Siamo riusciti ad entrare in tutti i principali mercati di nostro interesse, abbiamo acquisito clienti di grande rilevanza come Arexons, Huwell e Roelmi e abbiamo avviato partnership di ricerca e sviluppo industriale con realtà di respiro internazionale quali Versalis e Itelyum. Siamo riusciti, infine, a brevettare anche i nostri prodotti nel settore cosmetico e questo ci ha consentito di avviare l’internazionalizzazione negli Stati Uniti. Risultati che ci hanno permesso di vincere il premio innovazione SMAU, il premio “The Arch” per le Migliori Start Up Europee nel settore della transizione Ecologica, l’accesso al percorso di accelerazione Terra Next nel 2023 e un investimento di follow on nell’anno successivo.

Siamo entrati in contatto con Cariplo Factory grazie a Smau Napoli nel 2022 e a una giornata di workshop presso Confindustria Napoli sul tema della Bioeconomia. I benefici sono stati per noi determinanti: mentoring di elevato spessore tecnico, consulenza nel settore finanziario e scouting di clienti chiave per la realizzazione di POC e partnership. Cariplo Factory ha portato la nostra azienda dalla fase di sviluppo pre-competitivo ad una fase di crescita e strutturazione nel mercato reale, migliorando il nostro business plan, definendo la value proposition e implementando strategie di digital marketing efficaci.

Il nostro obiettivo principale rimane la crescita del fatturato attraverso la crescita dei volumi, sia in Italia che in Europa. La seconda questione importante è la strutturazione interna dell’azienda attraverso la costruzione di una rete vendita, un reparto R&D con un laboratorio di controllo processo e prodotto e la pianificazione della produzione su tre turni continuativi.

La sfida più importante nel nostro settore è rendere la Bioeconomia circolare una filiera su scala mondiale a prezzi accessibili. Per fare questo serve strutturare bene la chimica di base per la rigenerazione degli oli e la coltivazione di oli non alimentari su scala più estesa. Questa bioeconomia circolare è l’unica economia sostenibile e rispettosa di tutti i criteri ESG.

Il mercato è l’ostacolo più grande: servono clienti che comprino il nostro prodotto con continuità, e per fare questo abbiamo costruito una rete vendita basata su tre distributori nei settori di interesse, ma è necessario anche strutturare una rete interna vendite che possa aprirci un mercato all’altezza della nostra tecnologia e della qualità del nostro prodotto. Il potenziale inespresso della Isuschem è tutto nel potenziale inespresso della sua tecnologia: Il nostro impianto completamente automatizzato utilizza un processo patentato di nostra invenzione e attualmente lavora su un solo turno, ma ha la potenzialità di lavorare 24/7. Potremmo quindi soddisfare una produzione di circa 600t/anno aumentando volumi e fatturato, e nel nostro sito produttivo potremmo installare un ulteriore impianto, copia di quello attuale, portando la produzione a 1200t/anno con estrema semplicità.

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